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INTERVISTA al M° Paolo Tagliaferri, il suo nuovo concerto del 6 giugno e tutte le novità

30/05/2026 00:40

Simona Stammelluti

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INTERVISTA al M° Paolo Tagliaferri, il suo nuovo concerto del 6 giugno e tutte le novità

Maestro, è passato circa un anno da quando ci siamo sentiti l’ultima volta; com’è stato questo ultimo anno, ha novità particolari o comunque notizie b

Maestro, è passato circa un anno da quando ci siamo sentiti l’ultima volta; com’è stato questo ultimo anno, ha novità particolari o comunque notizie belle da condividere?

 

Cara Simona, le tue interviste mi portano sempre bene! La novità è che dallo scorso novembre sono l’organista titolare del Battistero Lateranense, che è la sede parrocchiale della Cattedrale di Roma. Dopo gli otto anni trascorsi nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e dopo la bellissima esperienza a San Pio X con l’eccezionale don Andrea Celli, poter tornare a servire la Liturgia in un luogo così ricco di storia, arte e spiritualità è per me un dono davvero prezioso. Per questa nomina debbo ringraziare il parroco, don Antonio Pompili; lo ringrazio per l’accoglienza, la stima e per l’opportunità di mettermi al servizio della comunità del Battistero. 

Parlando d’altro, l’evento più bello di questo 2026 è stato senza dubbio il matrimonio della più piccola delle mie cugine indiane! Sono tornato in India dopo quasi sette anni per quest’occasione speciale che ha riunito tutta la famiglia: tre giorni di festa tra celebrazioni, pranzi, cene, musica e balli! Mi sono divertito tantissimo, ma è stato anche emozionante perché, insieme ai miei fratelli, abbiamo potuto riabbracciare nostra madre che sta lì da novembre e che tornerà a Roma a metà luglio.

 

Ci racconta qualcuna delle Sue passioni, quelle che vive quando non è sotto gli occhi del suo coro o dei suoi colleghi di scuola?

 

Da qualche anno ho scoperto una grande passione per la conduzione e la presentazione di eventi. Dal 2023 collaboro stabilmente come presentatore con la Fondazione Lelio Luttazzi in diverse serate teatrali dedicate al ricordo di Lelio Luttazzi, che per me è un mito. Ancora oggi mi sembra quasi irreale poter vivere questa esperienza, e per questo debbo molto a Rossana Luttazzi, moglie di Lelio e presidente della Fondazione. Mi è sempre piaciuto parlare e farlo su un palco, davanti a un pubblico di sconosciuti non m’inibisce affatto, anzi: mi diverto tantissimo! Inoltre, durante questi eventi, inserisco sempre in scaletta un paio di brani che canto accompagnato dall’orchestra … e quello è forse il momento che mi godo di più, perché per qualche minuto mi sento come Frank Sinatra, un altro dei miei miti indiscussi!

 

Sappiamo che sta preparando un gran concerto per gli inizi di giugno. Può dirci qualcosa di piú?

 

Il prossimo 6 giugno avrò la gioia di dirigere un concerto-omaggio dedicato al Maestro Monsignor Valentino Miserachs in occasione dei suoi 60 anni di sacerdozio. L’evento si terrà presso la Basilica dei Santi XII Apostoli in Roma, un luogo di grande fascino spirituale e artistico che renderà la serata ancor più speciale. Per l’occasione dirigerò il mio coro polifonico “Canticorum Jubilo”, accompagnato da un ensemble d’archi e da un ensemble di ottoni. Sarà un programma che ho pensato come tributo affettuoso e riconoscente ad una figura che ha lasciato un segno importantissimo nella musica sacra e nella vita della Chiesa. All’organo ci sarà il maestro Josep Solé Coll, organista delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, quello che comunemente viene definito “l’organista del Papa”. La sua presenza impreziosirà ulteriormente una serata che si preannuncia davvero emozionante.

 

Chi rappresenta per Lei il Maestro Miserachs e cosa si aspetta da questo concerto?

 

Celebrare i 60 anni di sacerdozio del Maestro Miserachs significa, per me, raccontare una storia che non è fatta soltanto di musica, ma di vita condivisa, di fiducia e di affetto autentico. Quando sono diventato organista, non avrei mai immaginato che la Provvidenza mi avrebbe portato nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, nel mio amato rione Monti, dove sono nato e cresciuto. 

È lì che ho incontrato il Maestro; avevo appena 21 anni quando mi accolse, e da quel momento è iniziato per me un cammino straordinario nella musica sacra: otto anni intensi, dal 2014 al 2022, vissuti al suo fianco, imparando ogni giorno cosa significhi essere davvero musicisti. Del Maestro Miserachs tutti conoscono il rigore, l’altissima statura accademica, la purezza di una “razza” musicale oggi sempre più rara. Io, però, ho avuto il privilegio — e lo dico con profonda gratitudine — di conoscere anche un lato che molti non hanno mai visto: una tenerezza immensa, discreta, quasi nascosta. È una dimensione che vivo con grande consapevolezza nel nostro rapporto, perché racconta un’umanità che va oltre ogni definizione. A volte ripenso agli ultimi anni del suo servizio come Maestro di Cappella a Santa Maria Maggiore: non soltanto ai momenti luminosi, ma anche a quelli più difficili, che inevitabilmente la vita porta con sé. Averli vissuti in qualche modo “in diretta” accanto a lui ha reso ancora più forte il nostro legame. Non è soltanto stima o riconoscenza, è qualcosa di più profondo, un affetto autentico e umano che il tempo ha reso saldo e che oggi sento avere per entrambi un valore immenso. Per questo il concerto del 6 giugno non rappresenta semplicemente un evento. È un gesto. È il tentativo, fatto con tutto me stesso e senza risparmiare energie, di restituire almeno una piccola parte di ciò che ho ricevuto. Vorrei che la serata del 6 giugno riuscisse davvero a rappresentarlo e a onorarlo come merita. Davvero non vedo l’ora, sono infinitamente felice di poterlo celebrare con questo concerto!

 

Mi piacerebbe che ci regalasse una riflessione su quello che sta accadendo del Mondo. Sembra una domanda banale, di questi tempi, ma la pongo ad una persona che ha una visione molto attenta agli eventi e al significato del “poter tendere la mano”.

 

Credo che il tempo che stiamo vivendo ci stia mettendo davanti ad una grande verità: nessuno si salva da solo. In un Mondo attraversato da guerre, divisioni, paure e solitudini sempre più profonde, la vera rivoluzione oggi è tornare a riconoscere la bellezza delle relazioni. Viviamo nell’epoca della connessione continua, ma spesso fatichiamo a guardarci davvero negli occhi e ad ascoltarci. Sono convinto che la bellezza più autentica stia nelle relazioni sincere. Per me “tendere la mano” significa avere il coraggio dell’ascolto, della gentilezza, della presenza; è quello che cerco di testimoniare ogni giorno ai miei studenti della Marymount. Penso che nel Mondo ci sia bisogno di persone capaci di dialogare, di comprendere, di creare comunità. Sto capendo sempre più che alla fine della fiera ciò che resta davvero non sono i risultati o le conquiste individuali, ma i legami che siamo stati capaci di costruire e l’amore che abbiamo saputo lasciare negli altri.

 

Maestro, sa essere sempre profondo nonostante la sua proverbiale leggerezza!

 

Sono belle consapevolezze a cui non sarei mai arrivato se non fosse proprio per una relazione che vivo quotidianamente con uno dei miei piú cari amici, Michele Prattichizzo, che per me è una grandissima fonte d’ispirazione. Ad ogni modo, ci tengo sempre a dire che la mia leggerezza è quella “pensosa” di Calvino, quella che ti fa riflettere e che ti spinge in profonditá molto più di quanto facciano le persone “serie”. In più, penso che il mio piú grande segreto sia che non mi sono mai preso troppo sul serio, davvero l’ironia e il senso dell’umorismo mi salvano quotidianamente!

 

L’estate è alle porte: dove La vedremo? C’è un programma già stabilito, una vacanza già organizzata prenotata?

 

A luglio andrò a Trieste per presentare un evento per Lelio Luttazzi. C’è poi il viaggio in Australia che la scorsa estate non ho potuto fare per una serie di motivi; andrò dal 6 al 19 luglio, per stare con il mio amico Matteo che da un anno lavora lí come legale per eBay. Matteo è un amico fantastico, oltre che una persona eccezionalmente in gamba! Ad agosto scenderò a Briatico in una bella “situazione” di relax che ho scoperto l’anno scorso e in cui tornerò volentierissimo; in piú forse Tenerife, ma ancora nulla di sicuro.

 

Concludiamo con la solita curiosità che a volte prende il sopravvento su di me: ha compiuto da poco gli anni, ha soffiato le candeline …. qual è stato il desiderio espresso?

 

La serenità, quella me la auguro ogni giorno, anche senza candeline!

 

Precedente intervista qui 

 

 

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Con il Cor ad Cor Vocal Ensemble nella Chiesa di San Francesco a Ripa, concerto nell’VIII centenario della morte di Francesco d’Assisi

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Durante una serata per Lelio Luttazzi, Teatro del Casinó di Sanremo

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Matrimonio in India 

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Con il Maestro Monsignor Valentino Miserachs

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