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Sanremo 2026 4ª serata: Nei duetti vince la Musica con la M maiuscola

28/02/2026 09:30

Simona Stammelluti

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Sanremo 2026 4ª serata: Nei duetti vince la Musica con la M maiuscola

Poche volte ci interroghiamo davanti ad una performance di grande valore su quanto lavoro ci sia dietro, di quanto studio, oltre a quella capacità di

Poche volte ci interroghiamo davanti ad una performance di grande valore su quanto lavoro ci sia dietro, di quanto studio, oltre a quella capacità di crearla, quella performance, mettendo a posto tutti i tasselli di un puzzle. 
Ieri sera durante la serata delle cover, l'esibizione di Ditonellapiaga (al secolo Margherita Carducci, classe 1997, cantautrice laureata al DAMS con indirizzo teatrale) è stata come un faro nella notte; niente era stato lasciato al caso e quella dovizia profusa nella costruzione di tutta la performance, è arrivata anche a chi, il jazz, lo swing non lo mangia certo a colazione. Con lei sul palco uno dei cantautori più eclettici del panorama musicale contemporaneo: Tony Pitony, siciliano (e riservato), che dalla prima ora si nasconde dietro una maschera provocatoria e che ha stregato la generazione Z, non è un artista improvvisato. Ha alle spalle tanti anni di studio della musica e del jazz, il teatro, un vissuto in giro per il mondo, alla scoperta di quel dettaglio che poi trasforma in un mix tra provocazione e comunicazione allo stato puro. 

Dicevamo, nulla è stato lasciato al caso per la realizzazione di "The Lady is a tramp" pezzo jazz/swing datato 1937, nato per criticare le convenzioni dell'alta società newyorkese e ieri sera sul palco di Sanremo 2026 si è consumata la magia fatta di arte, di bravura, di ricerca del dettaglio a partire dall'arrangiamento scritto (e poi diretto) da Carolina Bubbico, nome conosciuto a chi frequenta il mondo del jazz; lei, non certo l'ultima arrivata, ma tutto un mondo musicale che ha attraversato e fatto suo. Cantante, pianista, autrice, arrangiatrice, sperimentatrice, che si è esibita in tutto il mondo, e che è alla continua ricerca di quel dettaglio che fa la differenza. L'ha fatta anche ieri sera, durante la serata delle cover. Il suo arrangiamento, suonato in una maniera impeccabile dagli straordinari maestri dell'orchestra sinfonica della Rai, è stato il tappeto rosso calcato dai due protagonisti, che non solo hanno dimostrato di essere tecnicamente preparati, ma di avere quella capacità di mettere il vestito giusto ad una performance. Le loro anime artistiche si sono dipanate durante tutta l'esibizione, compresi look, ottimo inglese e quella parte recitata, nella quale hanno fatto il verso a tutta quella finta ricchezza, a quell'apparire che ormai ci sta inghiottendo, oltre all'ansia continua del “politically correct” e poi il mashup con “baciami piccina” e non in ultimo l'apoteosi dell'orchestra che diventa essa stessa protagonista con la sezione fiati. Un piccolo gioiello apprezzato anche da chi votava da casa, ed incastonato in una serata lunghissima (come sempre) nella quale alcune esibizioni sono state poco centrate, diciamo così. 

Delle 30 esibizioni, alle 2 di notte si stila la classifica solo dei primi 10. 

Sotto ai vincitori, Sayf con Mario Biondi e Alex Britti, terzi Arisa che canta “Quello che le donne non dicono” con il coro del Teatro Regio di Parma

Sul resto della classifica tocca un po' interrogarsi, perché l'esibizione di Tredici Pietro (figlio di Gianni Morandi) non è stata per niente meritevole, e a decretarne il fallimento è stato proprio l'intervento durante la performance di suo padre, che emozionatissimo ha mandato all'aria tutto, tempo e intonazione. 

Pur nei primi dieci, non ho apprezzato l'esibizione di Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in “Cinque giorni”. Ci sta invece, al decimo posto il duetto Luchè e Gianluca Grignani che torna su quel palco e fa emozionare un po' tutti. 
Degno di nota, Dargen D'Amico che interpreta il pezzo “Su di noi” con Pupo che canta il refrain e Fabrizio Bosso alla tromba. Ma la cosa che va sottolineata è che finalmente, dopo 4 serate piene - diciamolo - di niente, l'artista ha scelto di rompere il silenzio, con un messaggio politico. Una lettera aperta, tratta da “Il disertore”, una lettera al presidente nella quale si manifesta il rifiuto di imbracciare le armi, di uccidere un proprio simile, condannando una guerra che ha fatto già troppi morti. Certo, anche fare questo, ossia mettere in prosodia 12 strofe in rima baciata non è facile ed è cosa da chi mastica il linguaggio del rap, che nasce proprio come riflessione su temi sociali. 
Dentro anche Nayt con Joan Thiele che hanno fatto un omaggio a Fabrizio De André, ricalcandone le sfumature emozionali, quelle che - De André ci insegna - non possono essere anestetizzate. 
Cristina D'Avena in grande spolvero porta le Bambole di Pezza in quarta posizione con Occhi di Gatto. 

Ma andiamo ai grandi esclusi della classifica. 

Resta fuori Serena Brancale. E allora tocca farsi qualche domanda. 
Credo sia giusto partire dal pezzo “Besame Mucho”. Perché quel brano? Forse perché nella lentezza dell'arrangiamente si sarebbero potute sentire tutte le sfumature delle tre voci, così complesse e così capaci. Delia al pianoforte, nella parte cantata forse sovrastava l'atmosfera che le voci di Gregory Porter e Serena Brancale avevano creato. Fatto sta che la performance è stata ricercata, ben eseguita e piena di fascino, oltre che essere stato un privilegio avere a Sanremo un mostro sacro del jazz come Gregory Porter. 

Mi spiace che sia rimasto fuori J-ax che - con il suo cappello con su la spilla “Peace” - ha portato sul palco tutta la sua milanesità e la “Ligera Country Fam" insieme a Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci, con una simpatica versione di “E la vita e la vita”. 

C'era da essere contenti, a prescindere dalle esibizioni, di avere sul palco gli Stadio e Tullio De Piscopo, mostri sacri di quel tempo in cui la musica era culla della cultura. 

Censurato dalla regia il bacio saffico tra Levante e Gaia alla fine della performance “I maschi” di Gianna Nannini. Ma quanto avvenuto, fa scandalizzare per come si sia allontanata l'inquadratura come se fosse stato un crimine baciarsi. Fatto sta che come tutte le cose che si cerca di nascondere, arrivano a galla ancor più velocemente e dunque a “tempo zero” i social si sono riempiti di immagini di quel bacio. 

Ospiti della serata la sempre bellissima Bianca Balti che torna dopo lo scivolone di Carlo Conti dello scorso anno, quando la definì una “donna coraggio” sottolineando la sua lotta contro il cancro, Alessandro Siani che intrattiene e “tappa buchi” e Caterina Caselli, bellissima oggi pià che nel 1967 e alla quale è stato consegnato il Premio alla Carriera. La umile e carismatica produttrice e talent scout ha lasciato il palco con un significativo quanto rivoluzionario messaggio per i giovani: "Ragazzi, ragazze, sentitevi liberi dal giudizio". 

Che volete più? 

Ah sì … Pausini non pervenuta. Sarà la stanchezza, sarà che non ha la struttura per quel ruolo, ma ieri sera mi è sembrata ancora più sotto tono delle serate precedenti. 
Stasera finisce tutto. 
Che vinca il migliore. 
O forse dovrei dire, che vinca chi ci crede di più? 

 

 

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